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La Festa dell'Olio Nuovo offre anche una opportunità per apprendere i metodi di degustazione dell'Olio extravergine di Oliva. In programma, numerosi momenti di approfondimento con gli esperti del settore (gratuiti, su prenotazione). 
I nostri organi sensoriali sono capaci di riconoscere determinate sapori ed odori che sono dovuti alle dimensioni, alla forma ed ai gruppi funzionali di determinate molecole. Essa può essere suddivisa in gustativa ed olfattiva, accanto ad una sensibilità cinestetica (che consente di percepire sensazioni come il piccante, il bruciante, l’astringente) e ad una sensibilità tattile (che permette di percepire la viscosità, la bagnabilità, pressioni che provocano dolore, ecc.). Ad ogni degustazione, ci candidiamo a coinvolgere i vostri sensi! LA VISTA:L’assaggiatore sa che il giudizio visivo, nel caso dell’olio di oliva, non è fondamentale, ma serve comunque a segnalare, ancor prima dell’assaggio, i possibili pregi e difetti del prodotto. Agitare la bottiglia e osservarla in controluce, consente di esaminare: - la limpidezza, che dipende dalle modalità di filtrazione dell’olio;
- il colore, differente a seconda della provenienza e maturazione delle olive, ma anche dal tipo di estrazione dell’olio (moderno o tradizionale): può variare dalle sfumature del verde a quelle dell’oro più o meno acceso a seconda che le olive siano poco o molto mature; infine, dei riflessi rossastri indicano che l’olio è rimasto esposto alla luce del sole, ed è quindi iniziato il suo processo di ossidazione;
- la densità, in genere associata alla qualità delle olive ed al loro grado di maturazione; un olio denso, corposo, consistente è quasi sempre sinonimo di buona qualità.
L'OLFATTO:Mediante brevi e profonde inspirazioni, con delle pause tra l’una e l’altra (per non assuefarsi ad un odore), si impara a captare il profumo dell’olio, valutandone la fragranza e gli eventuali difetti. Questa fase è molto importante, perché l’assaggiatore deve essere in grado di esprimere delle valutazioni che l’assaggio dovrà poi confermare. IL GUSTO:Versando in bocca un sorsetto d’olio (1 cucchiaio circa), si trattiene tra il labbro inferiore ed i denti chiusi; poi, con delle suzioni via via più consistenti, si vaporizza l’olio portandolo a contatto delle papille gustative di tutto il cavo orale, perché l’intensità delle percezioni varia a seconda della zona del palato e della lingua. Dopo aver mosso la lingua contro il palato, si riaspira con le labbra semiaperte, e poi si espelle l’aria dal naso, in modo che le particelle dell’olio, nebulizzate con la suzione, tocchino la sua sensibilità olfattiva, ed infine si espelle l’olio. A questo punto, continuando a muovere la lingua contro il palato, un assaggiatore è in grado di esprimere valutazioni retro-olfattive, riguardanti caratteristiche quali l’amaro, il piccante, il fruttato, ecc. Ai visitatori ed agli assaggiatori alle prime armi, suggeriamo di non avere fretta ad espellere l’olio, ma di rimanere tranquilli e di cercare di captare quante più sensazioni possibili, senza cercare di individuare i sapori più strani: nessuno ci offrirà mai un bicchiere d’olio, deve essere solo un valido supporto ai nostri cibi.
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