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La Festa dell'Olio Nuovo si tiene nell'incantevole territorio di Mattinata, sul versante centro-meridionale del promontorio del Gargano, in un paesaggio di mare, grotte marine, oliveti, pascoli collinari e boschi di pino d'Aleppo. Vi si scende a serpentine per l'ultimo tratto della Strada Statale 89, proveniente da Manfredonia (suggeriamo di non utilizzare le gallerie e di inoltrarsi sulla strada panoramica: arrivare dalle strade principali è come entrare dalla porta di servizio). I primi abitatori della zona furono i Matini, tribù eurasiatica della civiltà dei Dauni, che nei sec. VIII e VII a.C. giunsero dall'Illiria e si insediarono nella piana di Mattinata e sullo sperone roccioso di monte Matino (chiamato poi Saraceno per l'arroccamento dei Mori intorno all'anno Mille). Il toponimo Matinum venne ripreso dai Romani. Pur trovandosi in un'area ricca di antichissime testimonianze archeologiche, Mattinata sorse a metà '700, quando i primi "pagliai" - costruzioni tipiche con muri a secco e tetti di legno - si concentrarono sui colli di Castelluccio e di Coppa della Madonna. Oggi è un incantevole paese turistico, cinto da due monti, il Saraceno e il monte Sacro, che riflettono rispettivamente la storia della remota civiltà dauna ed il sacro mistero della congrega di Benedettini che resero celebre l'Abbazia della Santissima Trinità. Al centro della Piana degli Ulivi si adagiano le bianche case del borgo, da cui si gode il panorama del mare. La costa si inerpica su alte falesie, sopra spiagge di ciottoli e ghiaia; i candidi costoni di roccia dalle forme ardite spiccano tra il grigio-verde degli olivi, il rosso-arancio dei fichi d'India, il verde smagliante dei pini d'Aleppo, il giallo vivo delle ginestre: il tutto fra cielo e mare. Dalle sue acque emerge il più celebre simbolo di bellezza della Puglia: i Faraglioni, splendidi e solitari monoliti della baia dei Mergoli. Dalla collina al litorale, è sempre l'ulivo a dominare l'ambiente, caratterizzando le forme ed esaltando i sapori. Ed è l'olivicoltura, assieme alle altre attività agricole ed al turismo, a rappresentare il cardine dell'economia locale: la superficie olivetata copre oltre 1150 ettari e rientra nell'area di produzione dell'olio DOP Dauno. Le migliori aziende del settore aderiscono al Consorzio Matinum, assieme ai più vivaci frantoi ("trappeti") in attività. La cultivar più rappresentata è la "Ogliarola garganica", mentre il portainnesto più diffuso l'olivastro, pianta spontanea che cresce sui versanti assolati del territorio. La produzione media annua è di circa 7000 quintali d'olio extravergine di oliva. Qui, l'ulivo e l'olio non sono una semplice risorsa economica bensì un insostituibile valore ambientale, culturale e gastronomico, che allieta i visitatori in ogni periodo dell'anno.
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